Capolinea
di Mariella Zambetti; copertina di Chiara Casetta
Mariella Zambetti con Capolinea riesce in un’operazione solo apparentemente semplice, ma che invece è rischiosissima (difatti di racconti con queste stesse intenzioni ne leggiamo diversi e quasi mai funzionano), ovvero scrivere un racconto allegorico con forti rimandi surreali, praticamente un sogno. O un incubo, se si preferisce.
Per riuscire a lavorare con questa tecnica non è necessario solo dare un ritmo, pensare a dei personaggi e a delle situazioni che suonino non diciamo veri ma possibili, ideare una trama, far passare chi legge dalle immagini e dagli snodi del racconto, ma è necessario anche farlo nel linguaggio del sogno, che ha altri ritmi possibili, i cui personaggi seguono logiche di ferro distanti dal reale, le cui trame possono saltare, ripetersi, illuminare improvvisamente, smettere di parlare.
In Capolinea l’idea è evidente, la tensione della ripetizione annuncia il finale inevitabile e tutto si tiene grazie ai fili del sogno e dell’urgenza.
La copertina è di Chiara Casetta.
Il racconto completo, come sempre, è disponibile sul sito di Malgrado le mosche.

